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Biodiversità

Nasce un marchio per la Patata zuccherina naturale del Salento

Patazù è il primo marchio nato per valorizzare un prodotto di grande pregio della tradizione salentina: la Patata zuccherina, conosciuta anche come Patata dolce o Batata.

Il ritorno della mandorla nel Salento

Girovagando per le campagne del Salento, non è raro incontrare alberi di mandorlo, diffusi a macchia di leopardo, alcuni anche di considerevole età. “Si veggono tanti ulivi e tante mandorle piantate con tal’ordine, che è cosa meravigliosa da considerare, come sia stato possibile a essere piantati così tanti alberi da li huomeni”, così scriveva nel XVI sec. Leandro Alberti, come riporta Francesco Minonne nel suo “Varietà frutticole tradizionali del Salento”.

Il Melo cotogno: l'albero equinoziale dai frutti dorati

L’autunno è il mese dei colori caldi: il giallo, l’ocra, il rosso e l’arancio dominano il paesaggio, tipico di una stagione che prepara la natura all’inverno, un momento dell'anno che ci spinge più di altri alla contemplazione e all'introspettività. Tra tutti i frutti di questa stagione (cachi, uva, prugne, melagrane, etc.) spiccano le Mele cotogne, che sembrano sfere dorate tra il verde scuro delle loro foglie, riconoscibili nel paesaggio rurale anche in lontananza.

Un sapore antichissimo tra le Fonti di Acquaviva

La cipolla è originaria dell’Asia, in particolare della zona tra l’Afghanistan e l’Iran e la sua storia inizia già nella primissima antichità. Il termine deriva dal latino “cepulla” per “caepulla” diminutivo di “caepa” o “cepa” da una radice kap da cui deriverebbe anche il verbo “capere”, “prendere” in latino forse a causa della sua precoce grande diffusione come ortaggio prima da raccolta e poi da coltivazione.

Meloncella tonda di Galatina e Cucummaro di San Donato: nuovi PAT per la Regione Puglia

Il paniere dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali di Puglia si arricchisce di alcuni nuovi gioielli: la Meloncella Tonda di Galatina ed il Cucummaro di San Donato, antiche varietà di Cucumis melo, piccoli meloni che si consuma immaturi. Ortaggi vicini all’estinzione, se non fosse per pochissimi agricoltori-custodi, che ancora oggi la coltivano.

Erborizzazione nel Parco del Mago con Leonardo Beccarisi

La prima ricognizione nei territori del Parco del Mago, per la ricerca e catalogazione di piante spontanee, si è svolta nell'ormai nota zona di Spalungano, grazie al prezioso lavoro del biologo Leonardo Beccarisi.

Guida Salento Km0 – Coltivatori di cambiamento!

Il pane dell’Ade affaccia sul Paradiso: le fave in Puglia

di Antonio Caso

Il pane dell’Ade: le fave

di Antonio Caso

Dolci radici salmastre

di Antonio Caso Il nome della carota deriva dal greco karoton che diversi filologi ricollegano a càro, carne, come a definire l’essere carnoso dell’ortaggio; altri, invece, lo riconducono all’aggettivo krokotos che definiva il colore dello zafferanno, forse in base ad assonanze cromatiche con le prime radici. Si tratta di una pianta originaria dell’area euroasiatica che già gli antichi Egizi (e i Greci) usavano come cicatrizzante e noto era anche il suo impiego come afrodisiaco per curare l’impotenza maschile.

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