Il Mulino a pietra di Castiglione ottiene la certificazione biologica

Il Mulino di Comunità di Castiglione ottiene la certificazione per molire farine biologiche

Dopo 3 anni dalla sua nascita, il Mulino di Comunità di Castiglione continua a crescere e a contribuire al miglioramento della filiera cerealicola locale. È notizia di pochi giorni fa l’ottenimento della certificazione che permetterà al Mulino di Comunità di molire farine biologiche, aggiungendo un altro tassello mancante alla filiera salentina dei prodotti naturali.

Cominciamo con un po’ di storia. Il Mulino di Comunità apre i battenti nel 2019, come traguardo del lavoro svolto dall'Associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino sul territorio del sud Salento che, già dal 2011, aveva cominciato a recuperare terreni abbandonati per restituirli alla produzione agricola. Non una produzione qualsiasi però, ma guidata dal rifiuto della chimica di sintesi - che già tanti danni aveva causato alla fertilità del suolo salentino – e indirizzata verso un approccio naturale, che valorizzasse la biodiversità locale. Da allora, il Mulino di Castiglione d'Otranto coltiva e molisce grani antichi come la Saragolla, lo Strazzavisazz, il Gentil Rosso, il Maiorca, oltre a Senatore Cappelli, Farro, Orzo.

 

 

Il Mulino di Comunità nasce dunque nel 2019 per rispondere ad un bisogno: quello di infrastrutture che permettessero agli agricoltori salentini di chiudere la filiera produttiva senza dover per forza percorrere decine di chilometri in direzione nord. Un Mulino a pietra, da cui ottenere farine e semole di qualità, con un alto contenuto di nutrienti nobili, non degradati dal processo di molitura. Un sogno, quello del Mulino, nato più che per gioco, per scommessa sul futuro di questa terra, e che oggi è una realtà affermata e in grado di innovarsi, gestito dalla Cooperativa Casa delle Agriculture, evoluzione dell'omonima associazione.

«Da pochi giorni il Mulino di Comunità ha ottenuto la certificazione biologica: un servizio importante per tutti quei produttori che, pur avendo la certificazione bio con tutti i costi che questa comporta, non potevano immettere le loro farine sul mercato con il marchio biologico, ma erano costretti a svenderle nel convenzionale» ci racconta Donato Nuzzo, presidente della Cooperativa Casa delle Agriculture. «Non sono pochi i produttori locali che credono nel principio della produzione bio e ne incarnano i valori. Purtroppo però, non avendo un mulino certificato, sono stati da sempre costretti a vendere il loro prodotto come convenzionale, con una perdita di quasi il 50% rispetto al costo di acquisto delle sementi, delle lavorazioni e di tutto il resto. Ci è sembrata una lacuna da colmare, per rispetto del lavoro di tanti produttori che, come noi, già coltivano varietà di grano (i cosiddetti “grani antichi”) che hanno una resa bassissima, perdipiù in biologico, acquistando i semi ad un prezzo molto elevato, senza poter poi valorizzare sul mercato il loro prodotto finale».

 

 

È anche un segnale per il territorio: «Ci sembra chiaro che se un produttore non arriva a far quadrare i conti, prima o poi chiuderà l’azienda. Al contrario, consolidare presìdi produttivi sul territorio vuol dire incoraggiare tanti a intraprendere la strada della restanza. Il Mulino di Comunità ha questo significato e la responsabilità di offrire risposte al territorio» continua Donato Nuzzo.

La sfida è continuare a offrire servizi al territorio, continuare a migliorare e a rispondere alle esigenze dei piccoli produttori, ritornando a dare prestigio ai grani del sud, con una filiera controllata e di eccellenza.

Per informazioni sulle modalità di molitura è possibile contattare la Cooperativa Casa delle Agriculture al numero 366 547 1708

 

Francesca Casaluci