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Cicoria otrantina

 

(Cichorium intybus)

"Ci è cadutu a bascia fortuna, sta maru comu cicora mascialura" - Chi è caduto in malasorte, ha l’animo amaro come una cicoria di marzo

La Cicoria otrantina è detta anche “all'acqua”, perché adatta alle zone con falda acquifera superficiale, come lo è la Valle dell'Idro di Otranto, area in cui questa varietà è stata selezionata. Qui infatti si trovano molte sorgenti a profondità modestissime, caratteristica indubbiamente rara nell’entroterra salentino ma non sulla linea di costa.

La Cicoria di Otranto si semina in primavera e viene raccolta da maggio in poi per tutta l'estate. Anche questa pianta emette dei germogli conosciuti come “scattuni” che vengono raccolti di volta in volta e consumati crudi ma anche lessati e conditi con olio e sale. Albino Mannarini descrive questa cultivar già nel 1914 nel suo “Orticoltura Salentina”.

Il nome della Cicoria deriva dal termine egiziano kichorion, da kio (io vado), e chorion (campo). Pilastro dell'alimentazione contadina, anche la cicoria selvatica rientra tra le specie che vengono abbondantemente consumate in Salento. Persino oggi, che il patrimonio di conoscenze sulle piante spontanee eduli e curative si è notevolmente impoverito, le “cicore creste” restano conosciute ed apprezzate.  

 

Francesca Casaluci © All rights reserved Salento Km0 2017



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