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Cicoria bianca di Tricase

 

(Cichorium intybus)

"Ci è cadutu a bascia fortuna, sta maru comu cicora mascialura" - Chi è caduto in malasorte, ha l’animo amaro come una cicoria di marzo

La cicoria è una specie con grandissima differenziazione intravarietale: il largo utilizzo che ne hanno fatto gli esseri umani sin dall’antichità, ha permesso lo sviluppo di decine e decine di cultivar. Radicchio, scarole, indivie, catalogne, cicorie a foglia, sono tutte varietà con un comune ancessore: la cicoria selvatica della quale in Salento si fa ancora oggi largo uso.

Già citata nel Papiro di Ebers nel 1550 a.C., conosciuta dai Greci e dai Romani per le sue qualità epatoprotettive, la cicoria è stata ampiamente utilizzata nell’alimentazione. Nel Salento spiccano tre varietà di cicoria: la Cicoria di Galatina, quella Otrantina e la Cicoria bianca di Tricase. Mentre le prime sono più diffuse e conosciute, la Cicoria bianca di Tricase è stata recuperata negli ultimi anni da due agricoltori locali. La semina viene effettuata in coincidenza con la celebrazione dei SS Pietro e Paolo, a fine giugno, mentre la raccolta avviene da ottobre fino al massimo a dicembre, poiché teme il gelo.

Ha un aspetto che ricorda vagamente la scarola, la foglia è larga alla base, candida e tenera e possiede un cespo centrale che contiene germogli similmente alla cicoria puntarella di Galatina.

 

Francesca Casaluci © All rights reserved Salento Km0 2017



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