Nasce l'orto collettivo Piantagrani, naturale e biodiverso
Un progetto di autodeterminazione e sovranità alimentare per riprendere in mano la filiera del cibo
Sabato 26 settembre, alle dieci del mattino, la campagna di Cutrofiano si è riempita di voci, stivali e cassette di piantine. Tra i canali di Contrada Donabella ci siamo ritrovati in tanti, famiglie, amici, curiosi e soci della prima ora, per fare una cosa semplice e rivoluzionaria insieme: mettere le mani nella terra e dare vita a un orto che appartiene a una comunità.
Un orto che non si compra, si sostiene
La giornata è cominciata con un cerchio e qualche parola per raccontare il progetto. L'orto che stiamo costruendo funziona come una CSA, una Comunità che Supporta l'Agricoltura. Significa che non ci si limita ad acquistare la verdura: attraverso un abbonamento, ogni socio garantisce in anticipo le risorse necessarie a chi coltiva, condividendo con lui il rischio e il raccolto. È un patto di fiducia: chi coltiva può lavorare con serenità, senza inseguire prezzi e mercati, e chi si abbona riceve ortaggi sani, di stagione e biodiversi, sapendo esattamente da dove arrivano e chi li ha fatti crescere. Inoltre ogni socio diventa così parte attiva del progetto, non un cliente.
Le mani nella terra
Zappe, trapiantatori, annaffiatoi: le file dell'orto hanno preso forma una piantina alla volta, con chi esperto spiegava e chi era alla prima esperienza che imparava facendo. È questo il senso della piantumazione collettiva: costruire legami, scambiarsi saperi e sentire che quel pezzo di terra è anche un po' nostro.
PIANTAGRANI: grano e pasta come scelta di sovranità
Accanto all'orto abbiamo presentato il gruppo di produzione di grano e pasta PIANTAGRANI. L'idea è la stessa: riprendere in mano un pezzo della filiera, dalla semina del grano fino alla pasta che portiamo in tavola. Un gruppo di persone che si organizza per produrre insieme un alimento fondamentale della nostra cultura è uno strumento concreto di autodeterminazione e di sovranità alimentare, lontano dalle logiche della grande distribuzione e dello sfruttamento della terra.
I plateaux della Casa delle Sementi
Uno dei momenti più belli della giornata è stato il laboratorio dei plateaux. Partendo dai semi custoditi dalla Casa delle Sementi, abbiamo riempito i vassoi alveolari di terriccio e seminato varietà che rischiano di andare perdute. Ogni seme è una piccola storia: quella dei contadini che per generazioni lo hanno selezionato, adattato al nostro clima e tramandato. Conservare le varietà locali significa difendere la biodiversità agricola e, con essa, la capacità della nostra terra di nutrirci anche in futuro.
E per finire, la pizza!
Nessuna giornata di lavoro collettivo è completa senza una tavola condivisa. Come promesso, abbiamo chiuso con la pizzata collettiva di Salento Km0: impasti, ingredienti del territorio e tanta voglia di stare insieme. Tra una fetta e l'altra sono nate idee, contatti e nuove adesioni al progetto.
Perché tutto questo conta
Riappropriarsi della filiera del cibo significa riprendere in mano scelte che riguardano la nostra salute, il territorio e l'economia locale. Sabato lo abbiamo fatto nel modo più concreto possibile: seminando, piantando, mangiando insieme. Un grazie di cuore a Fattizze d'Arneo, a Casa Gemma e a tutte le persone che hanno partecipato. L'orto ora cresce, e con lui la nostra comunità.
Vuoi diventare socio dell'orto in CSA o entrare nel gruppo PIANTAGRANI? Scrivici o vieni a trovarci: c'è posto per tutti, e c'è ancora tanto da seminare.




















