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Fagiolo con l'occhio

 

(Vigna unguiculata)

"Pasulu, chiantame largu, chiantame sulu" - Fagiolo, piantami largo, piantami da solo

Il Fagiolo con l’occhio è una varietà antichissima coltivata in Italia già dagli Etruschi, che lo conobbero forse grazie agli Egizi. Questo fagiolo cresceva rigoglioso sulle sponde del Nilo, e gli Egizi lo utilizzavano anche per alcuni rituali legati ad Iside, dea della fertilità e della maternità, che assumeva molte funzioni tipiche di tutte le Grandi Madri mediterranee.

Lo conoscevano e consumavano anche i Greci e i Romani. Come altri legumi, anche il fagiolo è legato simbolicamente al mondo infero, ctonio, sede delle anime dei defunti. I romani, durante i Feralia ed i Lemuria, feste legate al culto degli antenati, utilizzavano fagioli neri per placare gli spiriti e per proteggersi da essi. L’uso rituale dei fagioli aveva anche la funzione di allontanare le malelingue. Nel mondo antico erano considerati amuleti contro streghe e spettri; curiosamente anche in Giappone, durante il Setsubun (“Festa del lancio dei fagioli” o “Cerimonia del lancio dei fagioli”) i fagioli espletano la stessa funzione apotropaica.

Prima della scoperta dell’America, il fagiolo con l’occhio era diffusissimo in tutta Italia, successivamente altri tipi di fagiolo provenienti dal Nuovo Mondo ne hanno preso il posto sulle tavole. Nel celebre quadro “Il mangiafagioli” (1583-84) di Annibale Carracci, nel cucchiaio di legno che il popolano porta alla bocca, si possono distinguere chiaramente i fagioli con l’occhio, segno della loro diffusione soprattutto tra le fasce basse della popolazione.

Nel Salento il fagiolo con l’occhio è molto conosciuto e apprezzato e lo si consuma anche (e forse soprattutto) verde. Giustiniano Gorgoni, nel suo “Vocabolario agronomico” del 1891 lo cita come la varietà di fagiolo massimamente coltivata in tutta la Terra d’Otranto per la sua resistenza al secco e continua dicendo che nel leccese <<chiamano “pasuli piccinni” o “pasuli cu l'occhiu” il dolichos Catiang che è fagiuolo nano; il fagiolo comune (phaseolus vulgaris) lo dicono “pasulu napulitanu”, “pasulu iancu” >>. Meno pastoso dei borlotti, adatto anche per insalate, è ricco di fibra, minerali, proteine e carboidrati.  

 

Francesca Casaluci © All rights reserved Salento Km0 2017



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