Relazioni invisibili: esplorazioni etnobotaniche nella Valle dell'Idro
Non c’è bisogno di andare lontano per scoprire nuovi mondi. Spesso basta rallentare il passo e osservare con più attenzione ciò che ci circonda per accorgerci della rete di relazioni che lega piante, animali e presenza umana. Ogni paesaggio custodisce connessioni invisibili, equilibri delicati e storie silenziose che meritano di essere ascoltate.
Da questa consapevolezza nasce Relazioni invisibili, un progetto di artwork realizzato in collaborazione tra Francesco Minonne, Elena Campa e Francesca Casaluci, che indaga il complesso paesaggio della Valle dell’Idro per far emergere il valore ecologico di un’area umida unica nel suo genere.
In questa fase di lavorazione, il progetto si concentra sull’osservazione diretta del territorio e sulla costruzione dell’Erbario minimo della Valle dell’Idro: una raccolta essenziale di specie vegetali che abitano questo ecosistema fragile e prezioso. Un lavoro fatto di camminate, ascolto, raccolta e studio, in cui ogni pianta diventa un punto di partenza per leggere il paesaggio e comprenderne le connessioni profonde.
L’erbario non è solo uno strumento di catalogazione botanica, ma anche un modo per avvicinarsi al territorio attraverso uno sguardo più lento e consapevole. Riconoscere una specie, seguirne la presenza, osservare come convive con le altre forme di vita significa entrare in relazione con il luogo e con la sua memoria.
Relazioni invisibili prende forma proprio così: attraverso un processo di ricerca che unisce pratica artistica e osservazione ecologica, lasciando emergere poco alla volta ciò che spesso resta ai margini dello sguardo.









